alfonso artiaco
alfonso artiaco
founded in 1986

Michel François

michel françois
06.11.2026 - 31.12.2026

Alfonso Artiaco è lieto di annunciare la terza mostra personale di Michel François.

La mostra inaugurerà il 6 novembre 2026 dalle ore 19:00, in presenza dell’artista.

 

La scultura costituisce il principio fondante della pratica di Michel François, attraversando e mettendo in relazione linguaggi differenti, dalla fotografia al video, dall’installazione alla performance. Più che una disciplina circoscritta, essa rappresenta per l’artista un modo di osservare e intervenire sulla realtà, a partire dalle relazioni tra spazio, materia, volume ed equilibrio. Oggetti quotidiani, materiali ordinari e immagini diventano così elementi di una ricerca che indaga le possibilità della forma e le condizioni della sua percezione.

Fin dagli esordi, François lavora sulle tensioni che attraversano la materia: leggerezza e peso, vuoto e pieno, compressione ed espansione, stabilità e precarietà. Attraverso gesti essenziali e interventi spesso minimi, modifica le relazioni tra gli elementi, alterando la percezione dello spazio e introducendo slittamenti, asimmetrie e illusioni. Ciò che appare familiare viene sottratto alla propria evidenza e ricondotto a una condizione di ambiguità, in cui la forma sembra oscillare tra costruzione e dissoluzione, presenza e assenza.

Nella sua pratica, la materia non è mai definitiva: si accumula, si disperde, si trasforma e si ricompone secondo equilibri provvisori. Il riutilizzo di materiali e oggetti, così come la ripresa e la riconfigurazione di elementi già esistenti, dà luogo a un processo continuo in cui ogni opera conserva la possibilità di assumere nuove forme. Le installazioni si configurano come sistemi aperti, attraversati da dinamiche di crescita, propagazione e disgregazione, nei quali l’ordine non si oppone al caos, ma emerge temporaneamente al suo interno. Il rapporto tra gli elementi diventa così parte integrante dell’opera, quanto la loro stessa consistenza materiale.

Accanto alla dimensione fisica e percettiva, il lavoro di François è attraversato da una componente narrativa che affonda le proprie radici nell’esperienza quotidiana, nella memoria e nelle relazioni con il mondo. Riferimenti autobiografici, situazioni osservate e associazioni inattese si insinuano nelle opere senza mai tradursi in un racconto esplicito. Anche le forme più essenziali conservano così una dimensione evocativa, capace di mettere in relazione l’esperienza individuale con una riflessione più ampia sulla realtà.

Attraverso una pratica che coniuga intuizione plastica e libertà compositiva, Michel François mette in discussione i confini tra naturale e artificiale, astrazione e figurazione, oggetto e immagine. Le sue opere non impongono una lettura univoca, ma attivano un processo di continua riconfigurazione dello sguardo, rivelando come la realtà, anche nei suoi aspetti più ordinari, sia attraversata da forze, trasformazioni e possibilità inattese.

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