La pratica di Veronica Bisesti si fonda su un attento studio del passato come strumento per aprire nuove prospettive sul presente. Narrazioni storiche, riferimenti letterari e figure simboliche diventano campi di indagine attraverso cui l'artista mette in discussione sistemi di conoscenza consolidati e riconsidera le modalità con cui la storia è stata costruita e tramandata. Il passato è inteso come una materia viva e malleabile, capace di generare letture alternative e nuovi immaginari, piuttosto che verità immutabili.
Attraverso una pratica multidisciplinare che comprende disegno, pittura, scultura, fotografia e installazione, Bisesti sviluppa un linguaggio in cui gli elementi figurativi spesso si dissolvono in gesti astratti, costellazioni e forme simboliche. Le sue opere danno vita a cortocircuiti visivi e concettuali che mettono in relazione storia, mito ed esperienza contemporanea, invitando lo spettatore a rileggere le narrazioni ereditate da prospettive inedite. Al centro della sua ricerca vi è l'interesse per il potenziale trasformativo del gesto artistico, inteso al tempo stesso come atto poetico e critico, capace di far emergere storie dimenticate e di immaginare nuove possibilità culturali e sociali.